Roma, 15 feb. (Adnkronos Salute) - Tre sedi conosciute in tutta Italia come eccellenze nel campo dermatologico ed oncologico. Era il volto del gruppo Idi Sanita', l'Istituto dermopatico dell'Immacolata che fa capo all'Istituto della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, prima della crisi finanziaria esploso tra il 2011 e il 2012. Con un buco accertato dalla Procura di Roma di 600 mln di euro. Il gruppo e' composto da strutture di elevata qualita': quella centrale di Roma, L'Irccs ai Monti di Creta, piu' il San Carlo di Nancy sempre nella Capitale e la sede distaccata di Villa Paola a Capranica, in provincia di Viterbo. In totale, tra medici, infermieri e ricercatori, nel gruppo lavorano piu' di 1.500 persone. Il 'caso Idi' finisce sulle pagine dei giornali quando a fine 2011 i lavoratori scendono in piazza. E' l'8 dicembre, festa dell'Immacolata e giorno importante per la congregazione, l'obiettivo della protesta e' la dirigenza rappresentata allora da Franco Decaminada. L'Idi allora non pagava ne' la tredicesima ne' lo stipendio di dicembre. Ma allora nessuno immaginava che le casse dell'istituto venissero utilizzate come veri e propri bancomat. E' la Procura di Roma a volerci veder chiaro e apre un'inchiesta. Evidenziando debiti milionari, distrazioni dalle casse, parcelle d'oro pagate a consulenti e professionisti, debiti con l'Inps e esposizione con le banche. Un lungo elenco di situazioni sospette. Ad aprile 2012 la Congregazione nomina un nuovo direttore generale, Giuseppe Incarnato. Ma la situazione e' molto difficile e anche le altre strutture del gruppo come il S.Carlo di Nancy subiscono i contraccolpi della crisi. Iniziano le prime ingiunzioni di pagamento dei fornitori. Nei reparti manca di tutto, si fermano tac e radiologie. Mai piu' aggiustate. A pagare le maggiori conseguenze sono i lavoratori e le migliaia di pazienti assistiti nelle strutture. Iniziano le manifestazioni di protesta, gli scioperi della fame, l'occupazione del tetto dello stabile e il blocco momentaneo delle strade limitrofe. A meta' giugno arrivano i primi indagati: associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita e violazione delle leggi fiscali. Sono i reati per i quali la Procura di Roma procede nei riguardi di Franco Decaminada e di altre 4 persone. Al centro dell'indagine la presunta sottrazione di circa 600 mln di euro. (segue)



