Roma, 16 feb. (Adnkronos) - Antonio Vivaldi, Astor Piazzolla e le loro Stagioni. L'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, guidata dal maestro Jader Bignamini e impreziosite della bravura della violinista Natasha Korsakova, propongono in vicendevole e speculare alternanza, contiguita' e continuita', le Quattro Stagioni di Vivaldi e Las cuatro Estaciones portenas di Piazzolla, giovedi' 21 (ore 20.30), venerdi' 22 (ore 20.00) e domenica 24 febbraio (ore 16.00) all'Auditorium di Milano in largo Mahler per il 23° programma della Stagione sinfonica de laVerdi. "Si tratta senza dubbio di un concerto molto particolare, decisamente intenso -spiega Bignamini- abbiamo voluto accostare le Quattro stagioni di Vivaldi a quelle forse meno conosciute ma altrettanto interessanti di Piazzolla. E lo abbiamo fatto presentandole al pubblico in un ordine alternato e incrociato, per un motivo molto semplice e piuttosto logico. Vivaldi, compositore italiano, e' nato nell'emisfero boreale del pianeta; al contrario Piazzolla, argentino, e' nato nell'emisfero australe. Cio' significa che, quando da noi e' primavera, nell'emisfero australe e' autunno; quando la' e' estate da noi e' inverno, e cosi' via. Insomma, e' una forma di rispetto nei confronti degli autori e delle stagioni meteorologiche cosi' come effettivamente si presentano e vengono vissute". "Le stagioni musicali saranno interpretate invece -aggiunge Bignamini- da una solista eccezionale, che risponde al nome di Natasha Korsakova, il cui violino sapra' interpretare con stile inconfondibile, supportato da una tecnica magistrale, i suoni onomatopeici delle stagioni vivaldiane, come sapra' mirabilmente distillare dalle stagioni di Piazzolla quell'impronta tutta argentina, quel carattere che riporta inevitabilmente alla tradizione del tango. In questo caso con una particolarita' rispetto a tutte le altre composizioni dell'autore, ovvero l'incontro tra il tango e la musica colta, che si esprime ed estrinseca attraverso linee melodiche che riportano al materiale lirico, inframmezzato tuttavia da momenti spigolosi, quasi a significare la rabbia che puo' uscire, in alcuni momenti, dalla musica sudamericana".



