Sanremo, 16 feb. - (Adnkronos) - "Ho chiesto che non ci fossero calcoli, non dobbiamo sovvertire nulla. Certo, la giuria si e' riunita per confrontarsi, ma ho sollecitato tutti a non attaccare una canzone o un artista, bensi' a intervenire per sottolineare la bellezza che eventualmente potesse esserci sfuggita. Vorrei che l'approccio fosse all'insegna della leggerezza". Cosi' Nicola Piovani ha risposto alle domande dei giornalisti sul verdetto dei Giovani (dove il televoto Renzo Rubino e la giuria di qualita' ha ribaltato l'esito, facendo vincere Antonio Maggio) e sugli orientamenti per li verdetto dei Big. "Ho chiesto a tutti i giurati di non mettersi a fare calcoli con il bilancino. Ieri prima di votare ci siamo riuniti ed e' successo anche che qualcuno ha anche cambiato parere, ma mai in termini di strategia, di mercato. Ma siamo in dieci con dieci personalita' diverse". Piovani ha poi sottolineato che oltre all'ascolto dei brani ("che abbiamo ricevuto in anticipo"), coontera' quanto visto in tv nelle prime serate ed anche "l'esibizione dal vivo, il rapporto con il palcoscenico": "Alcuni artisti ieri sera per esempio mi hanno fatto cambiare un po' idea su di loro". In ogni caso il premio Oscar ribadisce: "Siamo qui, con totale liberta' mentale e onesta', per dire chi ci piace e chi no. Senza guardare da dove vengono i cantanti ma quello che portano a Sanremo". "Per nulla pentito" di aver accettato il ruolo di giurato, Piovani ricorda di essere a Sanremo a rimborso spese: "Non sono pagato". E precisa: "Cerco di tenermi lontano dalla cultura del rancore. Non e' che per parlare bene di qualcuno bisogna parlar male di qualcun altro, o per lodare Chopin bisogna denigrare Belen". Il maestro scherza anche sull'esito finale: "Qualunque sia il verdetto, alla fine avremo due o tre amici e una valanga di nemici, come sempre e' successo in tutte le giurie cui ho partecipato, specie di cinema, non solo in Italia, ma anche a Tokyo, a Mosca, a Cannes".



