(Adnkronos) - Alla seconda campagna archeologica dell'Università di Udine nel castello di Zucco, dopo quella del 2004, hanno partecipato una ventina tra dottorandi, laureati e studenti dell'Ateneo friulano e specializzandi in Beni archeologici della Scuola interateneo (Udine, Trieste, Venezia). La campagna è stata realizzata grazie alla disponibilità e collaborazione della Soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia e della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso il Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali. I lavori sono stati possibili anche grazie all'ospitalità del Comune di Faedis e alla disponibilità del Comune di Attimis. La collaborazione al progetto da parte del Centro di catalogazione e restauro dei beni culturali ha previsto, tra le altre attività, anche la schedatura di 200 dei reperti più significativi all'interno della banca-dati del Sistema informativo regionale del patrimonio culturale (Sirpac), dove, a breve, sarà possibile consultare le schede in rete. Il complesso fortificato di Zucco, posto su un promontorio lungo la valle del torrente Grivò, rappresenta uno degli episodi più significativi nel sistema di occupazione feudale del territorio in età medievale. Gli imponenti ruderi che attualmente configurano il sito sono il prodotto dell'integrazione di episodi costruttivi diversi, realizzati presumibilmente nell'arco di circa tre secoli. "La dubbia data di fondazione del 1248 - spiega Minguzzi -, insieme alle scarse notizie documentarie note che, tra donazioni, assedi e rimaneggiamenti, ne attestano una frequentazione protratta almeno fino alle soglie del Seicento, non sono però sufficienti per comprendere le fasi di vita del castello e le peculiarità dei suoi abitanti".




