Lampedusa, 8 lug. - (Adnkronos) - Un viaggio tra gli ultimi. Per chiedere "perdono a Dio" per i migranti morti in mare" e "scuotere le coscienze", spezzando le catene della "globalizzazione dell'indifferenza". A Lampedusa Francesco e' venuto per pregare e invitare tutti all'accoglienza dell'altro, perche' il "grido dei migranti sale fino a Dio". Da una barca trasformata in altare, con pezzi di legno scampati ai naufragi, sviluppando la pericope del libro della Genesi, Bergoglio ha chiesto a tutti: 'Dov'e' tuo Fratello?". Il Papa venuto dalla 'fine del mondo' ha voluto compiere il suo primo viaggio apostolico nella 'Porta d'Europa', e ha invitato alla responsabilita' dinanzi al "sangue dei nostri fratelli e sorelle" morti in mare mentre cercavano un destino diverso. "La mia visita e' per risvegliare le coscienze -ha detto nella sua omelia- quando alcune settimane fa ho appreso la notizia, che tante volte sui e' ripetuta, di immigrati morti in mare -da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte- il pensiero mi e' tornato come una spina nel cuore che porta sofferenza. Ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare. Perche' cio' che e' accaduto non si ripeta piu"'. "Abbiamo perso il senso della responsabilita' fraterna -ha ammonito il Pontefice- la globalizzazione dell'indifferenza ci ha tolto la capacita' di piangere". "La cultura del benessere -ha aggiunto- rende insensibili alle grida degli altri, fa vivere in bolle di sapone. Una situazione che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza"."Chi e' il responsabile del sangue di questi fratelli o sorelle? Nessuno: tutti noi rispondiamo cosi'. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: dove e' il sangue del tuo fratello che grida fino a me?". (segue)




