(Adnkronos) - In prima fila, davanti all'altare, c'erano i migranti. Francesco ha ricolto anche un saluto ai "cari immigrati musulmani che, oggi, stasera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l'augurio di abbondanti frutti spirituali". "La Chiesa vi e' vicina -ha insistito- nella ricerca di una vita piuu'dignitosa per voi e le vostre famiglie". "A voi, 'O 'scia"', ha detto Papa Bergoglio usando l'espressione del dialetto lampedusano. Il Papa gesuita ha quindi ricordato un'opera della letteratura spagnola. "C'e 'una commedia di Lope de Vega -ha raccontato Bergoglio citando 'Fuente Ovejuna', dello scrittore madrileno- che narra come gli abitanti della citta' di Fuente Ovejuna, uccidano il governatore perche' e' un tiranno. E lo fanno in modo che non si sappia chi ha compiuto l'esecuzione"."Quando il giudice del re chiede: 'Chi ha ucciso il governatore?' -ha proseguito Bergoglio- tutti rispondono: 'Tutti e nessuno, signore'. Anche oggi questa domanda emerge con forza: chi e' il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle?". "Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro ritorna la figura dell'Innominato di Manzoni: la globalizzazione dell'indifferenza ci rende tutti 'innominati', responsabili senza nome e senza volto". La preghiera, forte, che si e' levata da Lampedusa: per i migranti morti in mare "ti chiediamo perdono, Padre. Perdono, Signore, per chi si e' chiuso nel proprio benessere che porta all'anestesia del cuore". "Perdono Signore", ha concluso a braccio il Pontefice, mentre dalla folla dei circa 15.000 fedeli si levava un appaluso. Quindi l'appello finale, prima della benedizione, alla fine della liturgia: "Tutto il mondo abbia il coraggio di accogliere coloro che cercano una vita migliore. Lampedusa e' un faro, sia esempio di accoglienza per tutti".




