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Roma: Confcommercio, bar e negozi spengano radio contro 'tassa' su musica

domenica 14 luglio 2013
Roma: Confcommercio, bar e negozi spengano radio contro 'tassa' su musica

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Roma 9 lug. - (Adnkronos) - "Ascoltare e far ascoltare musica e' diventato un lusso che pochi esercenti ormai possono permettersi. Ogni anno si ripete la stessa storia: controlli e, spesso, conseguenti multe ai numerosi locali che non sono in regola col pagamento della Siae anche solo per l'uso di una radio, cd o tv che sia". E' quanto dichiara il presidente della Confcommercio Roma Litorale, Luca Capobianco, che aggiunge: "e' ridicolo speculare sulla trasmissione di un brano in sottofondo visto, tra l'altro, che le radio gia' pagano la Siae, come se fosse questo espediente ad incrementare l'economia di un esercizio commerciale". "E' evidente - sottolinea Capobianco - che questa 'tassa' non viene digerita bene dai commercianti, che di certo non diffondono musica a scopo di lucro. Il costo di tutto cio' e' in ogni caso troppo esoso se si considera che per una media struttura di vendita, ad esempio di circa 400 metri quadri, si parla di 460 euro l'anno, in presenza di una convenzione; in caso contrario bisogna pagare addirittura un 20% in piu'. A questo, poi - spiega Capobianco - vanno aggiunti i diritti gia' corrisposti alla Siae a favore di autori ed editori e da quest'anno anche il pagamento dei diritti al consorzio dei fonografici, ossia altri 212 euro. Infine, c'e' il canone Rai: 208 euro l'anno". "In totale, - nota Capobianco - fanno quasi 900 euro, semplicemente per tenere la radio accesa e intrattenere i clienti mentre fanno acquisti.E' arrivato il momento di smetterla di battere cassa con tariffe stabilite in modo arbitrario e unilaterale. Abbiamo in mente - conclude Capobianco - una soluzione immediata e di sicura efficacia: forse se ogni negozio, locale, bar si decidesse a spegnere la radio, a quel punto autori, major ed emittenti radiofoniche si renderebbero conto di come la musica in sottofondo altro non e' che una forma di pubblicita' per le loro opere".