Milano, 10 lug. (Adnkronos) - "La nuova condanna al carcere e' un atto intimidatorio che colpisce e mortifica la liberta' di critica giornalistica oltre che calpestare la dignita' della professione. Ancora una volta vengo condannato per un articolo in cui un magistrato, giudicato da un collega magistrato, lamenta di essere stato diffamato". Cosi' il direttore di 'Panorama' Giorgio Mule' commenta la sentenza emessa ieri dal Tribunale di Milano che ha giudicato il settimanale Panorama colpevole di diffamazione nei confronti del pubblico ministero romano Luca Tescaroli, per un articolo pubblicato sul numero del 14 ottobre 2010 e intitolato «Il magistrato che non sbagliava mai». Il giudice Maria Cristina Pagano ha condannato Maurizio Tortorella, autore dell'articolo, a un'ammenda di 800 euro e il direttore di Panorama, Giorgio Mule', a 8 mesi di reclusione senza la sospensione della pena per omesso controllo. "La mia colpa -aggiunge Mule'- e' quella di aver garantito da direttore responsabile il diritto di espressione a un giornalista, 'reato' di cui vado fiero. Gli articoli su Messineo e Tescaroli non contengono una sola frase offensiva o ingiuriosa nei loro confronti, ne' riportano la falsa attribuzione di un fatto". L'articolo descriveva la polemica mediatico-giudiziaria nata nell'autunno di tre anni fa quando il magistrato, coautore di un libro intitolato 'Colletti sporchi' (Rizzoli), era stato citato in giudizio in sede civile dalla Fininvest per alcuni riferimenti contenuti nel saggio e giudicati della societa' lesivi della propria immagine. (segue)




