Bruxelles, 10 lug. (Adnkronos) - Le industrie produttrici europee di materie plastiche stanno esercitando un'azione di lobbying sulle istituzioni europee affinché vengano introdotti vincoli più severi allo smaltimento della plastica in discarica. Obiettivo è quello di fare aumentare la raccolta ed il riciclaggio e sottrarsi alle incertezze legate alla volatilità dei prezzi petroliferi. Le aziende stanno facendo pressioni sulla Commissione perché entro il 2020 sia vietato lo smaltimento in discarica delle bottiglie e degli imballaggi di plastica. Molti Paesi europei hanno già avviato politiche in tal senso in ottemperanza alla direttiva quadro sui rifiuti del 2008 che prevedeva di avviare al riciclaggio, entro il 2020, almeno la metà dei rifiuti di plastica; nella sostanza però non sembra che i provvedimenti adottati o in via di adozione stiano raggiungendo risultati particolarmente brillanti: a 5 anni dalla direttiva infatti, i tassi di riciclaggio non sono ancora riusciti a superare la soglia del 30%, con casi limite che si fermano al 15%. Janez Potočnik, Commissario per l'Ambiente dell'Unione europea, a marzo ha presentato un pacchetto di raccomandazioni in un Libro verde sui rifiuti di plastica in vista della revisione nel 2014 della direttiva sulle discariche dell'UE; la proposta, accolta con favore dall'industria e dalle associazioni ambientaliste, chiede di fissare obbiettivi di riciclaggio più ambiziosi ma si teme che, nonostante l'impegno di Bruxelles, alcuni Paesi dell'Unione possano introdurre moratorie che di fatto vanificherebbero la possibilità di raggiungere gli obiettivi. Hanane Taidi, direttore della Comunicazione di PlasticEurope, l'organismo che rappresenta le industrie produttrici di materie plastiche, ha recentemente auspicato la creazione di uno "spazio Shengen" per i rifiuti plastici europei, dove i materiali raccolti possano liberamente circolare ed essere avviati agli impianti di riciclaggio e trasformazione. Bulgaria, Cipro, Finlandia, Francia, Grecia e Malta, tutti riciclano meno del 20% di materie plastiche, mentre la Repubblica ceca, Estonia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Svezia riciclano tra il 30% e il 40%. In Italia la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nel 2012 ha raggiunto le 693.314 tonnellate (+5,5% sul 2011, pari a 11,6 kg pro-capite). Le ipotesi allo studio per fare aumentare il riciclo sono diverse e vanno da una tassa sul rifiuto plastico ad un fee di incentivazione, già applicato in Germania ed in alcuni altri Paesi dove i tassi di riciclaggio sono mediamente più alti.




