Firenze, 10 lug. - (Adnkronos) - La pianta organica prevede 334 dipendenti mentre, ad oggi, se ne contano solo 180, di cui circa il 10 per cento categorie protette. La riduzione del personale ha portato Gabriele Chiurli (gruppo misto), insieme ai rappresentanti di tutti i gruppi consiliari, a presentare in Consiglio regionale una mozione a tutela della Biblioteca nazionale di Firenze. "Il complesso di piazza dei Cavalleggeri non solo rappresenta un monumento alla cultura e alla storia del Paese - ha esordito Chiurli - ma custodisce anche un patrimonio documentale di inestimabile valore artistico, storico e sociale, un patrimonio che nel corso degli anni e' stato interessato da costanti riduzioni di budget, accompagnati da tagli ai servizi e agli orari". Da qui una mozione - che l'aula ha approvato all'unanimita' - per impegnare la Giunta ad "attivarsi, attraverso tutti gli strumenti a propria disposizione, per sostenere e tutelare la Biblioteca nazionale centrale"; a "sollecitare il governo a bandire un nuovo concorso per le assunzioni in ambito di istituzioni culturali"; ed infine ad "elaborare una strategia concreta in grado di agevolare gli investimenti privati in tali istituzioni, da parte di Enti, Fondazioni, Associazioni, ma anche privati cittadini e imprese, sollecitando un dibattito a livello nazionale su questo tema". Mauro Romanelli (gruppo misto), dopo aver annunciato di volere aggiungere la propria firma alla mozione, ha espresso alcune considerazioni. "Il pregiudizio e l'idea che con la cultura non si mangia, basti pensare alla vicenda del Maggio, - ha sottolineato - potrebbe essere l'occasione di un dibattito in aula sui tagli indiscriminati da parte del governo alle istituzioni culturali". Il consigliere ha quindi invitato a "ritornare alla carica col Governo nazionale" e anche a "ripensare a strumenti come il turn over, che in alcuni casi, come per l'Opificio delle Pietre dure, dovrebbero essere oggetto di deroga". Nicola Danti (Pd), dopo aver ricordato l'impegno della commissione Cultura per le istituzioni toscane - dalla Biblioteca nazionale alla Pergola, passando dall'Opificio delle Pietre Dure - ha sottolineato "l'urgenza di una politica nazionale".




