(Adnkronos Salute) - I cittadini possono comunque, in ogni momento, chiedere la modifica o la totale rimozione della dichiarazione. I dichiaranti possono nominare dei fiduciari che hanno il compito di collaborare all'attuazione delle dichiarazioni. Moioli riserva un giudizio impietoso alla versione finale del provvedimento: "E' il risultato di un compromesso interno, al ribasso. Lo dimostra la contemporanea presentazione del referendum da parte dei Radicali, evidentemente insoddisfatti. Non piu' un vero registro di fine vita ma un imbarazzante 'registro dei registri': ridicolo". I milanesi, conclude, non sono ingenui, e sanno riconoscere la truffa di chi a parole voleva cambiare Milano e sta invece naufragando in una tempesta di chiacchiere (e purtroppo di tasse)". I radicali, chiamati in causa da Moioli, in verita' la loro posizione la esprimono con una nota del Comitato iniziative popolari 'Milano RadicalMente Nuova' e del Gruppo Radicale federalista europeo, in cui si parla di "un nuovo passo avanti per una citta' piu' laica e aperta" e di "un messaggio importante per il Parlamento nazionale, dal quale chiediamo una buona legge sul testamento biologico e l'eutanasia. Come Radicali, ringraziamo gli oltre 6 mila cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare e senza i quali il risultato di oggi non sarebbe stato possibile". Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, aggiunge infine che "Questa soluzione (condizionata dai rilievi della Segreteria generale in merito alla pricacy) se da una parte e' meno impegnativa per il Comune, dall'altra consente ai cittadini di esprimersi liberamente, anche sull'interruzione della nutrizione e idratazione artificiale e sull'eutanasia, che puo' gia' essere ottenuta all'estero. Come Radicali - conclude - proseguiamo la raccolta firme per la legalizzazione dell'eutanasia, che a Milano ha gia' raccolto il consenso di oltre un terzo dei consiglieri comunali."




