Roma, 12 lug. (Adnkronos) - Silvio Berlusconi non ha subito alcun "pregiudizio" nell'ammbito della vicenda Unipol e da parte dei giudici non c'e' "ansia di condanna". Ecco perche' la Cassazione, lo scorso 4 giugno, ha bocciato la richiesta dai legali dell'ex premier di ricusazione del giudice Maria Teresa Guadagnino, uno dei tre componenti del tribunale di Milano che ha condannato Silvio Berlusconi ad un anno di reclusione per la vicenda dell' intercettazione Consorte-Fassino. In particolare, la Sesta sezione penale - sentenza 30181 - ha fatto notare che "a parte l'evidente irregolarita' della deduzione di una nuova ragione di ricusazione in sede di legittimita', anche in questo caso appare del tutto priva di nesso logico la generica affermazione che qualsiasi possibile errore del giudicante rappresenti una manifestazione di pregiudizio nei confronti dell'imputato". Piazza Cavour ha poi fatto presente che "e' privo di qualsiasi conseguenzialita' logica affermare che il presunto errore del giudice nelle corrette modalita' di individuzione degli elementi da cui desumere la capacita' a delinquere (errore consistente nell'averne dimenticati taluni) dimostri, di per se' e senza alcun altro elemento specifico, una tale 'ansia di grave condanna'". L'istanza di ricusazione era stata presentata dai legali di Berlusconi l'8 novembre 2012 ed era stata bocciata pochi giorni dopo dalla Corte d'Appello di Milano.




