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Sanita': Studio, popolazione pugliese invecchia, diminuisce tasso natalita'

domenica 14 luglio 2013
Sanita': Studio, popolazione pugliese invecchia, diminuisce tasso natalita'

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Bari, 14 lug. - (Adnkronos) - La popolazione pugliese nel periodo tra il 2006 e il 2011 ha subito un processo di invecchiamento costante, anche se piu' lento e contenuto rispetto all'Italia e alle altre macroaree regionali. Il tasso di natalita' e' inferiore alla media nazionale e risulta in riduzione nello stesso periodo; in alcune province (Brindisi e Lecce), negli ultimi anni, il numero di decessi ha addirittura superato il numero di nuovi nati e pertanto la crescita naturale e' risultata negativa. Sono alcuni dati che emergono dalla Relazione sullo Stato di salute della popolazione pugliese, a cura dell'Osservatorio Epidemiologico regionale, diffusi nei giorni scorsi alla presenza del presidente Nichi Vendola e dell'assessore alle Politiche della Salute Elena Gentile. Lo studio e' stato illustrato dal direttore scientifico dell'Oer, Cinzia Germinario. La speranza di vita alla nascita nel periodo tra il 2006 e il 2011 e' aumentata sia per gli uomini che per le donne, mantenendosi in linea con il dato nazionale (79 anni per i maschi e 84 per le donne). Sul fronte della tutela della salute materno-infantile si registra un numero medio di figli per donna, costantemente inferiore rispetto alla media nazionale. La Puglia, inoltre, si caratterizza per un ricorso eccessivo al parto cesareo; infatti nel 2011, il 45% delle nascite e' avvenuta con questa modalita' mentre la media nazionale e' del 38%. Con una particolarita' interessante: nel settore pubblico aumenta leggermente mentre nel privato diminuisce decisamente. Complessivamente dal 2007 al 2011 il dato e' passato da 10.395 a 9.123. Il tasso di abortivita' e' piu' elevato rispetto alla media nazionale e passa da 9,1 per 1000 donne in eta' feconda nel 2007 a 8,2 per 1000 donne nel 2011. Il 9% degli aborti riguarda donne di cittadinanza straniera. Esiste un importante problema di offerta dei servizi per la tutela della genitorialita' responsabile; infatti e' aumentato negli ultimi anni il numero di ginecologi obiettori, che e' passato dal 79,9% nel 2007 all'83,6% nel 2011. Inoltre in alcune Asl, come quella di Bari, l'offerta pubblica di servizi per l'interruzione volontaria di gravidanza risulta carente, con conseguente migrazione delle donne verso le strutture private. Questi aspetti hanno determinato grandi polemiche nel dibattito pubblico ancora nelle scorse settimane. Un dato preoccupante riguarda sicuramente gli stili di vita. Il 47% dei pugliesi di eta' compresa tra 18 e 69 anni risulta in sovrappeso o obeso. (segue)