Roma, 14 lug. - (Adnkronos) - Per la prima volta in Italia e in Europa gli operatori delle imprese di pompe funebri romane scendono in piazza "per protestare contro il monopolio di due societa'". E' quanto si legge in una nota di Ass.I.Fu.R. - Associazione Imprese Funebri Romane, l'associazione di categoria che riunisce molte agenzie di pompe funebri della Capitale. "Queste societa', infatti, - secondo l'associazione - 'si accaparrano' tutti i servizi mortuari all'interno degli ospedali della Capitale e della Regione, con il tacito avallo dell'Azienda sanitaria locale, portando cosi' sull'orlo del fallimento le altre imprese che danno lavoro a circa 2.500 persone". "Molte di queste piccole societa', seppur con oltre cento anni di esperienza in questo delicato settore - continua la nota - hanno gia' dovuto chiudere perche' schiacciate da una concorrenza che si fa di giorno in giorno piu' spietata". Per questa ragione, esasperati da una situazione diventata ormai insostenibile, Ass.I.Fu.R. ha organizzato un sit-in per protestare contro il 'business del caro estinto'. Una rappresentanza dei lavoratori del settore, preoccupati per la precaria situazione economica in cui versano le proprie imprese, alcune sull'orlo del fallimento, e per le proprie famiglie, manifesteranno martedi' 16 luglio, a partire dalle ore 8, davanti alla sede della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo. Nel corso della manifestazione il presidente di Ass.I.Fu.R, Gianluca Fiori, e l'avvocato Fabrizio Sepiacci, responsabile dell'Associazione per la lotta contro le illegalita' e le mafie 'Antonino Caponnetto' che sostiene le ragioni dei manifestanti nel chiedere giustizia e trasparenza, spiegheranno ai giornalisti ed a tutti i presenti, nei dettagli, la situazione che si e' venuta a creare negli ultimi dieci anni in questo settore. "Chiediamo l'intervento immediato e diretto della Regione Lazio: servono risposte seduta stante", sottolinea il presidente Fiori. "Qualora non ottenessimo risposte soddisfacenti, saremo costretti ad una occupazione delle camere mortuarie degli ospedali romani per dare un segnale forte alle istituzioni", conclude.




