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Nel 2012 recuperati e donati quasi 50mila pasti, sono i numeri di "Pasto Buono"

domenica 20 ottobre 2013
Nel 2012 recuperati e donati quasi 50mila pasti, sono i numeri di "Pasto Buono"

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Roma, 15 ott. - (Adnkronos) - Quasi 50mila pasti recuperati e donati nel 2012, cifra che si stima arriverà, nel 2013, a quota 100.000 grazie all’adesione di molti esercizi. Sono i numeri del progetto "Pasto Buono" avviato dalla fondazione Qui Foundation nel 2007 e nell'ambito del quale, ogni giorno, i volontari delle onlus che collaborano, a Genova e Roma, ritirano il cibo sano e invenduto per distribuirlo alle mense dei bisognosi trasformando gli sprechi in risorse. La fondazione calcola che, se tutti i pubblici esercizi (350mila in Italia) donassero a fine giornata il cibo invenduto, con una media di 22 pasti invenduti al giorno (fra self-service, gastronomie e bar), si potrebbero donare oltre 7 milioni di pasti al giorno. I dati sono stati diffusi in vista della Giornata Mondiale dell'Alimentazione di domani, 16 ottobre. Il progetto già attivo a Genova e Roma, sarà avviato entro novembre a Torino e Bari, ha ottenuto il patrocinio del comune di Palermo e arriverà presto anche a Milano e Firenze. “Un’iniziativa come Pasto Buono è semplice e attivabile subito, in tutta Italia - dichiara Gregorio Fogliani, presidente Qui Foundation - bisogna favorire chi il cibo non ce l’ha evitando che il cibo venga gettato nei cassonetti". Le potenzialità del progetto sono notevoli se si pensa a quanti esercizi commerciali, bar, ristoranti e catering esistono in Italia e sarebbero felici di donare le eccedenze alimentari. “Dobbiamo porci come obiettivo quello di dimezzare gli sprechi - aggiunge Fogliani - ottimizzando il ciclo del recupero delle eccedenze, attraverso una normativa semplificata”. Aderendo a Pasto Buono (www.pastobuono.it) tutti possono contribuire a sostenere le onlus e aiutare chi ha bisogno. Ogni anno, infatti, fino al 50% di cibo commestibile viene sprecato nelle case, nei supermercati e nei ristoranti e lungo la catena di approvvigionamento alimentare. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, le eccedenze alimentari sono 6 milioni di tonnellate, pari ad un valore di 12,3 miliardi di euro, generate per oltre il 55% dalla filiera agroalimentare e il resto nell’ambito del consumo domestico. Di queste, quasi il 50% è recuperabile per l’alimentazione umana ma ad oggi solo il 6% viene recuperato a fini solidali. Secondo la fondazione d’impresa Qui Foundation, le cifre più difficili da elaborare riguardano gli sprechi delle piccole attività commerciali alimentari (ristoranti, bar, gastronomie, self-service, ecc.), che comunque si attestano su una media di 100 kg annuali per singola attività.