Roma, 16 mag. (Adnkronos) - E' on line, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della Newsletter del Gestore dei Mercati Energetici. La newsletter apre con un intervento di Emanuele Vendramin del Rie sul bilancio del secondo periodo di regolazione del sistema Ets europeo. Sulla base dei dati diffusi dalla Commissione Ue, le emissioni verificate dall'Emission Trading Scheme nel 2012 (ancora parziali e rappresentative del 74,2% degli impianti regolati) "mostrano un totale di 1,787 miliardi di tonnellate di CO2 a cui vanno aggiunti 54,9 milioni attribuibili all'aviazione". Le installazioni che riportano i valori relativi allo scorso anno, osserva l'analista del Rie, "hanno complessivamente rilasciato in atmosfera 116,7 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2011, pari ad un calo del 6,1% ed il 12,8% in meno rispetto al quantitativo annuo allocato, generando un surplus complessivo di 263 milioni di quote che, sommato a quello degli anni precedenti, sfiora i 500 milioni". Il 2012, sottolinea Vendramin, "è quindi il sesto anno (il quarto consecutivo) in cui le emissioni verificate risultano inferiori all'allocato, ma soprattutto è l'anno in cui appare più consistente il surplus di permessi". Entrando nel dettaglio e confrontando le emissioni verificate con il rispettivo quantitativo allocato nell'anno, aggiunge l'analista del Rie, "solo due nazioni registrano un deficit di quote (Germania -6,6% e Regno Unito -0,6%), mentre i restanti Paesi accrescono il surplus di permessi (Francia +37,2%, Austria +15,2%, +12,3%, Italia + 7%). In particolare l'Italia, con una posizione 'lunga' di 13,5 milioni nel 2012, incrementa il proprio surplus per l'intera fase 2 dell'ETS fino a quota 29,7 milioni". Se si analizza, invece, l'effettivo impatto economico dell'ETS, spiega Vendramin, "si può affermare che l'Emission Trading Scheme europeo durante il secondo periodo di regolazione ha registrato un saldo netto di circa 1,9 miliardi di euro. Tuttavia il mercato si è diviso tra compratori (gli impianti di combustione) che hanno subito costi dal sistema per 9,9 miliardi di euro e venditori (gli impianti manifatturieri) che invece hanno beneficiato della vendita del surplus di permessi. I ricavi di questi ultimi (11,8 miliardi di euro) costituiscono un asset privato che le installazioni hanno ricevuto gratuitamente e che hanno potuto monetizzare riversandolo sul mercato. L'Ets ha così avuto un effetto anticiclico fungendo da polizza assicurativa contro la recessione e la crisi finanziaria internazionale". La terza fase dell'Ets, conclude l'esperto del Rie, "si apre così all'insegna della debolezza dei prezzi della CO2 (che raggiungono quota 3 euro) e con un surplus emissivo di 500 milioni di permessi che di fatto annullano la riduzione dei tetti emissivi fino al 2018". All'interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all'analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities.




