Bologna, 6 mag. - (Adnkronos) - "Il referendum di Bologna sui finanziamenti comunali alle scuole dell'infanzia paritarie ha assunto una valenza nazionale, essendo la situazione scolastica del capoluogo emiliano-romagnolo paradigmatica di quella delle piu' importanti citta' italiane". Ne e' convinto il presidente di Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) Roberto Gontero che domani interverra' all'incontro 'Liberta' di educazione. Una scelta per tutti' presso il cinema Galleria, sotto le Due Torri. Ricordando che "mediamente la scuola non statale in Italia assorbe ben il 40% della domanda di scuole materne, pari a oltre 650mila bambini, data la carenza di strutture statali", Gontero sostiene che "se venissero meno i finanziamenti statali o comunali alle scuole materne paritarie, come vorrebbero i referendari di Articolo 33 di Bologna, la situazione della scuola dell'infanzia italiana sarebbe ingestibile, lasciando migliaia di famiglie senza asili dove mandare i figli". Secondo il presidente Agesc, insomma, "a Bologna e' partito un movimento di opinione, promotore del Referendum, che ha come obiettivo quello di mettere in discussione una forma di collaborazione tra pubblico e privato che da oltre 15 anni sta funzionando". "Cio', soprattutto, tenendo conto che il sistema tuttora vigente permette alle famiglie l'esercizio del diritto di liberta' educativa senza incorrere in costi insostenibili" conclude Gontero, rimarcando che "se venissero meno i contributi statali o comunali alle scuole paritarie, assisteremmo, necessariamente, a un'impennata delle rette tale da renderle proibitive per la maggioranza delle famiglie".



