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Trapani: rapine e sequestri, i carabinieri arrestano quattro persone (2)

domenica 12 maggio 2013
2' di lettura

(Adnkronos) - A finire in manette sono stati Giuseppe Bianco, 66 anni; Salvatore Lo Bianco, 63 anni; Giuseppe Mangogna, venezuelano di 45 anni ma residente a Castelvetrano (Trapani); e Mario Settimo, 42 anni. Per gli investigatori avrebbero ideato e programmato tre colpi a mano armata, sequestrato due donne anziane a scopo di rapina e posseduto armi di provenienza illecita. A far scattare l'indagine, denominata "Extrema ratio", infatti furono due tentati assalti, nel marzo e nel dicembre del 2011, alla Banca di Credito Cooperativo di Partanna (Trapani) e la rapina con sequestro di persona avvenuta nel febbraio del 2012 ai danni di due anziane donne di Santa Ninfa. In tutti gli episodi grazie al tempestivo intervento dei militari, i malviventi sono stati colti in flagranza ed arrestati. Successivamente, pero', grazie ad una intensa attivita' di intercettazione telefonica ed ambientale, i carabinieri hanno individuato i protagonisti di una organizzazione, che seppure ancora ad uno stato embrionale, era dedita all'ideazione e commissione di rapine in alcuni comuni della valle del Belice. In particolare e' emerso come gli autori delle precedenti rapine fossero soltanto gli esecutori materiali di "un disegno piu' ampio ideato da menti piu' raffinate che operavano dietro le quinte" spiegano gli investigatori. E' stato scoperto, cosi', che il ruolo di basista dell'organizzazione era ricoperto da Giuseppe Bianco, custodiva in un ovile divise da postino e da finanziere; placca identificativa della Polizia di Stato ed armi varie. Bianco individuava gli obiettivi delle rapine e forniva ai complici il supporto logistico. Salvatore Lo Bianco, invece, si occupava di reclutare a Palermo i "picciotti" che avrebbero portato a segno i colpi. In una conversazione intercettata dai militari, tra l'altro, Bianco giustifica il fallimento di una rapina per la presenza delle forze dell'ordine allertate a suo dire dalla eventuale presenza in quella zona di Matteo Messina Denaro. Mangogna e Settimo, invece, entrambi sottoposti ai domiciliari, si occupavano della custodia delle armi.