Roma, 7 mag. - (Adnkronos) - "Due colleghi della Polizia penitenziaria sono stati aggrediti questa notte da un detenuto nel carcere di Poggioreale a Napoli". Lo riferisce in una nota il segretario generale del Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Donato Capece. Il detenuto "un ucraino particolarmente violento, era appena stato condotto in carcere per il reato di lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale ed era in procinto di essere immatricolato, dopo avere dato in escandescenza presso il Commissariato ove era stato condotto dopo l'arresto - racconta - I poliziotti sono stati aggrediti, prima verbalmente e poi fisicamente, tanto da rendersi necessarie le cure all'Ospedale: uno ha subito un trauma cranico e l'altro la frattura del polso. Nonostante tutto, i colleghi sono riusciti ad evitare piu' gravi conseguenze". "A loro va naturalmente tutta la nostra vicinanza e solidarieta', ma ci domandiamo quante aggressioni ancora dovra' subire il nostro Personale di Polizia Penitenziaria perche' si decida di intervenire concretamente sulle criticita' di Napoli Poggioreale, un carcere dove sono oggi presenti piu' di 2.800 detenuti rispetto ai circa 1.600 posti letto regolamentari? Questa aggressione ci preoccupa. La carenza di personale di Polizia Penitenziaria e il costante sovraffollamento della struttura - denuncia Capece - con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignita' stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite e soprattutto di chi in quelle sezioni deve lavorare rappresentando lo Stato come i nostri Agenti, sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi". "Sgomenta constatare la frequente periodicita' con cui avvengono queste aggressioni: servono provvedimenti veramente punitivi per i detenuti che in carcere aggrediscono gli agenti o provocano risse. Bisogna dare soluzioni concrete e certe per Napoli Poggioreale - conclude il segretario del Sappe - dove i poliziotti penitenziari sono sempre piu' sotto organico e da soli nella prima linea delle sezioni detentive a gestire le continue tensioni e situazioni di pericolo".




