(Adnkronos) - Il comune di Rivolta d'Adda, precisa ancora l'amministrazione locale "attiva il proprio servizi a prescindere dalla nazionalita' della persona. L'unico discrimine non e' il colore della pelle ma solo la regolarita' della permanenza in Italia. Nei confronti della signora in questione non si e' agito diversamente da come si sarebbe fatto per un cittadino italiano". "Il compito principale del comune, nelle situazioni di sfratto, e' quello della tutela dei minori all'interno della famiglia. In questo caso vi era solo la presenza di un adulto. In queste situazioni, solitamente, l'intervento del servizio sociale non risulta essere obbligatorio per la risoluzione della questione. Vi sono cittadini, e non solo a Rivolta, che a seguito di sfratto hanno dormito per periodi piu' o meno lunghi in macchina, senza che vi fosse alzata di scudi, ne' tantomeno intereventi presso la stampa di ex onorevoli". "I comuni -conclude la nota- devono essere messi nelle condizioni, da parte dello stato, di poter affrontare queste situazioni…e non contestati quando, tra le tante difficolta', riescono comunque a trovare con i propri fondi, una risposta al disagio".




