Roma, 9 mag. - (Adnkronos) - Diritti ambientali e sviluppo sostenibile stralciati dalla bozza della nuova costituzione tunisina al vaglio dell'Assemblea nazionale costituente. Legambiente rilancia la denuncia delle associazioni ambientaliste tunisine insieme alle quali ha recentemente dato vita a un'alleanza per un Mediterraneo solidale e sostenibile, convinta dell'importanza di consolidare le relazioni di cooperazione tra le organizzazioni dei paesi che si affacciano sulle rive del mare nostrum impegnate nel far crescere democrazia, diritti, giustizia sociale, solidarietà, salvaguardia e uso sostenibile delle risorse naturali. L'associazione Alternatives, la rete associativa per la natura e lo sviluppo in Tunisia (Randet), la Federazione tunisina dell'ambiente e dello sviluppo (Fted) e la Federazione nazionale delle associazioni ambientali e di sviluppo sostenibile (Fnaedd) hanno, infatti, segnalato come gli articoli relativi all'istanza di protezione dei diritti delle generazioni future e della sostenibilità introdotti nel testo costituzionale siano stati eliminati dalla terza versione del progetto. "I diritti ambientali erano stati introdotti nella bozza della nuova costituzione tunisina anche grazie al lavoro e alla forte spinta impressa dalle associazioni ambientaliste - commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - Un'iniziativa di grandissima importanza per la Tunisia del dopo Ben Ali e della primavera araba, tuttora in fermento sul fronte istituzionale e sociale, e che negli ultimi anni ha visto estendersi notevolmente la propria influenza geopolitica con la crescita della globalizzazione". "Sarebbe grave che, in questo contesto, arretrassero le ragioni dell'ambiente e della sostenibilità - aggiunge Cogliati Dezza - di cui la Tunisia può rappresentare, invece, il trampolino di lancio per l'area sud del bacino mediterraneo. "Per questo - aggiunge Cogliati Dezza - continueremo a impegnarci al fianco delle associazioni ambientalista tunisine, per una politica che superi i confini territoriali, a sostegno di un modello di sviluppo capace di garantire un futuro sostenibile ed equo ai cittadini di entrambe le sponde del mare nostrum". "Vogliamo riuscire a salvaguardare insieme il mare e le sue risorse dall'inquinamento e dal pericolo marea nera - conclude - a espandere le fonti rinnovabili, a promuovere un'agricoltura che garantisca la fertilità dei suoli e il principio della sovranità alimentare, a sviluppare un'azione ambientalista che faccia crescere la coscienza civica dei cittadini del mediterraneo".




