Milano, 10 mag. - (Adnkronos) - Un baricentro che dall'Europa si è ormai spostato nei mercati emergenti come quelli asiatici, una frenata nel crollo dei prezzi che promette di dare un po' di respiro a un'industria afflitta da overcapacity e, sullo sfondo, la disputa commerciale tra Ue e Cina. E' questo il panorama del solare emerso in occasione del Global Solar Summit, evento di punta sul mercato mondiale del fotovoltaico nell'ambito di Solarexpo-The Innovation Cloud alla Fiera di Milano. Se in Italia e in Europa il 2013, complice il taglio agli incentivi, ha visto una brusca frenata delle installazioni, su scala mondiale si valuta che l'anno in corso sarà migliore del 2012. Il merito sarà della spinta dei mercati emergenti come Cina, Giappone, Usa. Ci si aspettano per nuove installazioni per oltre 36 Gw, contro i circa 30,6 Gw del 2012. Per il 2014 il mercato dovrebbe superare i 46 Gw e per l'anno successivo andare oltre i 53 Gw, secondo la previsione di Bloomberg New Energy Finance (Bnef) illustrata al summit dall'analista Jenny Chase. A incidere saranno sempre di più i mercati "nuovi", mentre l'Europa avrà una quota sempre meno importante, dopo aver avuto in questi anni un ruolo da apristrada. La Cina, già dalla fine del 2012 è il più grande mercato fotovoltaico mondiale: nel 2012 ha installato 4,5 Gw e nell'anno in corso ne installerà 10. L'obiettivo nazionale sul fotovoltaico per il 2015, inizialmente di 10 GW, poi innalzato a 21, è stato di recente portato a 35 GW. Altro astro nascente, il Giappone, che solo nell'ultimo trimestre del 2012 ha installato 1 Gw di potenza. Il recente taglio del 10% delle tariffe (tra le più generose al mondo), non dovrebbe frenare il boom solare che è seguito al disastro di Fukushima. Bloomberg prevede per l'anno in corso un mercato con volumi impressionanti: da 6,1 a 9,4 Gw. In ascesa anche il mercato Usa: nel 2012 il solare negli States è cresciuto del 76% con nuove installazioni per 3,3 Gw, l'ultimo trimestre dell'anno con 1,3 Gw di nuova potenza ha fatto segnare un record e per il 2013 si prevede un mercato da 4,2 Gw. A livello mondiale la domanda tiene e c'è un parziale riequilibrio con l'offerta: dai primi mesi del 2013, dopo un lungo periodo di caduta libera, i prezzi di tutti i componenti del Fv si sono stabilizzati e hanno ricominciato a crescere leggermente. La previsione è che il costo degli impianti nei prossimi due anni resti sostanzialmente stabile, scendendo in misura quasi impercettibile se confrontata all'evoluzione degli ultimi due anni. Anche se l'eccesso di offerta resta grande, l'industria potrebbe dunque avere un po' di respiro. E quanto ne abbia bisogno lo mostrano bene i grafici illustrati al summit: a fine 2012 solo una manciata di aziende era in attivo, mentre la stragrande maggioranza sta operando in perdita ed è a rischio bancarotta.




