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Fonti rinnovabili nel Mediterraneo per ridurre le emissioni di anidride carbonica

Il punto nell'ambito di Solarexpo-The Innovation Cloud
domenica 12 maggio 2013
Fonti rinnovabili nel Mediterraneo per ridurre le emissioni di anidride carbonica

2' di lettura

Milano, 10 mag. - (Adnkronos) - Entro il 2015 la domanda di energia dei Paesi del Sud e dell'Est Mediterraneo ammonterà al 42% della domanda totale del bacino (nel 2006 era solo il 29%) e la Turchia diventerà il secondo consumatore. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili svolgerà un ruolo cruciale nella riduzione delle emissioni di Co2, che purtroppo sono ancora in aumento. E' infatti previsto un incremento del 55% da qui al 2025 nei Paesi del Nord e del 119% per i Paesi del Sud e dell'Est. Questi saranno i responsabili del 47% delle emissioni nel Mediterraneo (nel 2006 era solo il 33%), anche se ogni abitante dei Paesi del Nord consuma 2 volte in più rispetto ad uno del Sud/Est. Sono alcuni dei dati emersi in occasione del convegno dedicato al futuro delle rinnovabili nel Mediterraneo che ha visto, nell'ambito di Solarexpo-The Innovation Cloud, protagonista Res4Med, l'associazione creata da Enel Green Power, Edison, Cesi, Gse, PwC e Politecnico di Milano con l'obiettivo di condividere strategie ed esperienze per una transizione verso l'energia pulita nel Mediterraneo e formulare raccomandazioni concrete per l'incontro dei ministri nord-sud a Bruxelles. Con lo scopo di promuovere una strategia condivisa, il presidente di Res4Med, Francesco Starace, ha firmato un Memorandum of Understanding con Ome, rappresentato dal vice-presidente Bruno Lescoeur, e con Medgrid, rappresentato dal direttore generale Jean Kowal. A Milano Res4Med ha riunito iniziative quali Ome, Desertec, Medgrid, Medreg e Medrec, insieme ai rappresentanti di sei Paesi della sponda Sud-Est (Algeria, Giordania, Libia, Marocco, Tunisia e Turchia) per fare il punto, a cinque anni dal lancio del Piano Solare Mediterraneo, su sviluppo delle rinnovabili, efficacia delle iniziative e per individuare priorità e prospettive per il futuro. La proposta è di elaborare raccomandazioni concrete e condivise da sottoporre all'incontro interministeriale Euro-Mediterraneo di metà dicembre a Bruxelles. Gli investimenti in rinnovabili possono avere notevoli ripercussioni occupazionali a Sud del Mediterraneo. I progetti di energia rinnovabile, infatti, hanno alte intensità di lavoro per unità di capacità installata con i benefici sia per la manodopera qualificata che non. La conferenza internazionale è stata l'occasione per fare il punto su queste tematiche e per ribadire il proprio approccio strategico: una maggiore attenzione verso la domanda di energia elettrica proveniente dai paesi del Sud del Mediterraneo, in parallelo ai maxi progetti di future centrali di grandi dimensioni e l'attenzione per la creazione di un mercato elettrico integrato sud-sud ancora prima che nord-sud. Res4Med punta da subito su impianti di media taglia e soluzioni innovative: generazione distribuita, smart cities, village power per alimentare comunità lontane dalla rete, utilizzo di biomasse da scarti agricoli e rifiuti, trasferimento delle conoscenze e formazione sia locale che istituzionale di alto livello. Sono tante le iniziative che operano per promuovere le rinnovabili nel Mediterraneo, ma ancora non si muovono con un approccio condiviso.