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Roma: Croppi e Di Francia, devastante situazione cultura nella Capitale

domenica 12 maggio 2013
2' di lettura

Roma, 11 mag. (Adnkronos) - Un quadro a tinte fosche. E' quello che hanno dipinto oggi i due ex assessori capitolini alla Cultura, Silvio Di Francia e Umberto Croppi, definendo "devastante" la situazione della cultura a Roma. "Pur provenendo da esperienze amministrative diverse -dichiarano Croppi e Di Francia- ci accomuna oggi la valutazione della grave violazione di trasparenza operata dalla Giunta Alemanno. Si fanno bandi dell'Estate Romana senza copertura finanziaria, si definanzia lo 060606, saltano Festival delle letterature e Cannes a Roma, si mettono in ginocchio le Biblioteche di Roma. Il tutto senza dire nulla, sperando di passare sotto silenzio scelte cosi' gravi". Nella Capitale, denunciano i due ex assessori, in "mancanza del bilancio 2013 non si conosce la potenzialita' di spesa ne' l'orientamento sull'impiego delle risorse, nodi che stanno venendo al pettine nel momento in cui si avvicinano le scadenze". A breve infatti dovrebbbe partire uno degli appuntamenti culturali piu' attesi, quello dell'Estate Romana, il cui bando, affermano Croppi e Di Francia, "non era stato pubblicato. Dopo le proteste degli operatori e' stato reso noto un testo che non indica alcuna copertura finanziaria: una pura finzione -sottolineano- che serve a placare le aspettative ma non mette in condizione le associazioni di programmare iniziative". "La sensazione -dichiarano Croppi e Di Francia- e' quella di un castello di carte che sta crollando, non tanto per mancanza di risorse quanto per irresponsabilita', incapacita' di programmare e di fare scelte, con l'unica ossessione di nascondere la verita' ai cittadini nell'imminenza della scadenza elettorale". E denunciano il "collasso" del sistema biblioteche. "E' dell'altro giorno la notizia (resa nota dal presidente della Commissione Cultura) -avvertono- che al sistema delle Biblioteche sono stati tolti 7 milioni di euro, sui 21 necessari, con la certezza del collasso di uno capisaldi della cultura pubblica romana". (segue)