(Adnkronos) - Il Wwf ricorda che si tratta del piu' grande processo, in tema di sicurezza del lavoro e di inquinamento ambientale provocato da amianto mai celebrato in Europa, contro un gigante multinazionale come Eternit. La sentenza conferma la gravita' del disastro ambientale e sanitario in un'area molto vasta che ha interessato Casale Monferrato e 48 comuni limitrofi con oltre 2.000 vittime accertate dall'esposizione all'amianto, e un indeterminato numero di lavoratori e popolazione colpita. Per il Wwf, il processo di Torino non costituisce solo la risposta dovuta dallo Stato nei confronti di una situazione cosi' grave, ma anche un monito per tutti coloro che continuano ad ignorare i doverosi criteri di precauzione che devono sempre essere adottati quando non si e' in grado di escludere scientificamente che determinate sostanze possano compromettere la salute e l'ambiente. Ora - aggiunge il Wwf - l'impegno deve passare dalla Magistratura a Governo e Parlamento che devono trovare le risorse economiche per avviare un rapido e serio piano di bonifiche nelle aree contaminate dall'amianto. I Siti d'Importanza Nazionale (Sin) soggetti a bonifica sono sati gia' individuati per legge o per decreto ministeriale e sono sette: oltre a Casale Monferrato, c'e' anche Balangero (in provincia di Torino), Emarese (Aosta), Broni (Pavia), Bari, Bagnoli a Napoli e Targia a Siracusa. L'amianto e' stato messo al bando in Italia dal 1992 e solo dal 1998 sono state individuate le prime aree da bonificare, oltre 20 anni dopo la sua massima diffusione sia negli insediamenti industriali che civili. Il picco di forme tumorali dovute all'amianto e' previsto dalla letteratura scientifica tra il 2015 e il 2020.



