Perugia 16 apr. - (Adnkronos) - Il Festival delle Nazioni si svolgera' dal 27 agosto al 7 di settembre e dedichera' il suo progetto culturale all'Europa. La scelta di dedicare la prossima edizione non a un singolo Paese, come vuole la formula tradizionale del Festival, ma all'Europa e' il riconoscimento che l'Unione Europea e' diventata sempre piu' centrale nelle vite dei cittadini e anche un auspicio - spiega il Direttore artistico; Aldo Sisillo - Nel senso che il Festival vuol dare, dal suo particolare punto di vista, un contributo al rilancio del progetto europeo". Del resto, se parliamo di musica, l'unita' dell'Europa esiste concretamente da secoli, grazie ad intrecci, relazioni, scambi continui e fecondi. "Il Festival - afferma il presidente Giuliano Giubilei - si sforzera' dunque di sottolineare questa integrazione culturale anche come anticipatrice di quella politica, nella consapevolezza che il Vecchio Continente e' oggi un palcoscenico di grandissimo interesse,verso il quale e' rivolta l'attenzione di tutto il mondo.E siamo convinti che la promozione dell'integrazione tra tutti le popolazioni del continente - continua Giubilei - possa rappresentare la risorsa piu' incisiva per il rilancio dell'idea unitaria". La cultura in generale e la musica nello specifico possono molto al riguardo, come evidenziato nel programma della 46ma edizione del Festival delle Nazioni. Un primo esempio di uno scenario di intensi scambi, e' riferito al contributo che importanti musicisti fiamminghi hanno dato, gia' dalla prima meta' del '500, alla diffusione di idee e di originali esperienze. In coerenza con questa impostazione il Festival dedichera' un concerto ad Orlando di Lasso. Artista versatile e poliglotta, Lasso scriveva utilizzando diverse lingue, passando dal francese al tedesco, all'italiano, al latino, in un pastiche linguistico comico e divertito, ricco di doppi sensi. Il concerto sara' eseguito dal gruppo Odhecaton e comprendera' le parodie dei linguaggi veneto, bergamasco, napoletano, tedesco, sino ad arrivare al linguaggio delle moresche, danze degli schiavi mori. Un concerto profano con voce recitante di Enrico Bonavera, affermato attore della Commedia dell'arte. (segue)




