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Scrittori: Arezzo, una mostra fotografica su Saverio Tutino

domenica 21 aprile 2013
2' di lettura

Arezzo, 18 apr. - (Adnkronos) - Il giornalista e scrittore Saverio Tutino e il suo rapporto con la Valtiberina raccontati attraverso una serie di fotografie: sono gli scatti della mostra "Il fruscio degli altri". Curata da Daniele Cinciripini l'esposizione sara' ospitata dal 20 aprile al 4 maggio ad Anghiari (Arezzo), presso lo showroom Busatti, in via Mazzini14. L'inaugurazione e' in programma per sabato 20 aprile, alle ore 18. "Il fruscio degli altri" e' realizzata dall'Archivio diaristico nazionale e dall'Associazione Promemoria con il contributo di Banca di Anghiari e Stia e Busatti, e con la collaborazione del Comune di Anghiari. La mostra e' ospitata in uno dei luoghi cari a Tutino ed e' stata fortemente voluta dalla citta' di Anghiari proprio nel periodo della Mostra dell'Artigianato, quando l'intera zona si riempie di turisti e aretini. Ad Anghiari Tutino (che per dieci anni ha vissuto al Castello di Sorci e in seguito a Elci) aveva i suoi riti e i suoi punti di riferimento, come i negozi della cittadina. Tra questi c'era anche Busatti: conosceva bene il luogo, la famiglia e i prodotti che, durante le prime edizioni del Premio Pieve, aveva voluto destinare a ospiti e giurati. E proprio qui e' allestita la mostra. Le foto, scelte attraverso un importante lavoro di ricerca iconografica, raccontano Saverio Tutino da diversi punti di vista: il personaggio pubblico (con scatti realizzati durante eventi e incontri pubblici), la vita privata (con immagini dell'infanzia, dei genitori e del periodo in cui e' stato partigiano) e il rapporto con la Valtiberina, in particolare con Anghiari e Pieve Santo Stefano dove Tutino ha trascorso molti anni. La vita di Saverio Tutino e' stata un'avventura ricca di incontri. Sempre pronto a partire, Saverio ha avuto un'esistenza rivolta all'ascolto. Ogni persona una storia, ogni storia una traccia da salvare. Il titolo della mostra e' tratto da una espressione che lui stesso usava e che ben rappresenta la capacita' che aveva, come un buon direttore d'orchestra, di cogliere ogni minima variazione di suono.