(Adnkronos) - "Domani - ricorda Filippo Diodovich, market strategist di Ig - avremo il meeting della Reserve Bank of Australia e giovedi' il grande appuntamento con la riunione della Bce. Grande attesa per la conferenza stampa di Draghi dopo il forte calo dell'inflazione nella zona euro annunciato giovedi' da Eurostat (a ottobre +0,7% su base annuale rispetto al +1,1% di settembre). La Bce non ha alcuna intenzione di ripetere l'esempio del Giappone che entrato nella spirale della deflazione già 20 anni fa, solamente recentemente ha lanciato un ambizioso e massiccio programma di espansione monetaria per uscirne". "Per la Bce - continua Diodovich - la stabilità dei prezzi è il principale target da raggiungere (come scritto nel mandato della banca centrale e come ampiamente ripetuto dal suo governatore Mario Draghi). Il marcato rallentamento dell'inflazione dovrebbe, quindi, incentivare gli esperti della Bce a rivedere le proprie strategie di politica monetaria, intervenendo sui tassi d'interesse con un probabile taglio del costo del denaro di 25 punti base (al momento allo 0,50%)". "Crediamo - conclude Diodovich - che il numero uno della Bce Mario Draghi possa affermare nella conferenza stampa successiva alla riunione, la possibile manovra espansiva in caso le aspettative sull'inflazione di medio/lungo termine dovessero abbassarsi ulteriormente. Riteniamo sia molto probabile quindi una riduzione dei tassi d'interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale di 25 punti base (i tassi d'interesse sui depositi dovrebbero essere invece lasciati invariati allo 0% e non portati in negativo). Da non dimenticare poi venerdì i non farm payrolls di ottobre che daranno ulteriori indicazioni sulle prossime strategie della Fed e soprattutto sul timing del tapering (nostre attese fissate per una riduzione del piano di Qe nella primavera 2014)". (segue)



