Verona, 21 nov. (Adnkronos) - Una grande paura del futuro. Il timore di invecchiare ma nessun problema di salute importante. Nessun elemento e' stato rilevato dagli inquirenti che possa far pensare ad una grave patologia in famiglia. E' questo il quadro, secondo gli investigatori, in cui sarebbe maturato il folle gesto messo in pratica da Dario Fusini: il 66enne di Negrar (Verona) che oggi ha sparato, con una 45 semiautomatica regolarmente detenuta, alla moglie di 74 anni poi al padre di 99 anni ed infine a se stesso. In due lettere, una indirizzata ai figli e una per le forze dell'ordine, l'uomo spiega i motivi del gesto: paura per la salute dei propri cari. I manoscritti sono stati rinvenuti sul corpo della donna uccisa da tre colpi sparati all'addome, altri tre colpi sono stati indirizzati al padre del 66enne e un settimo proiettile Dario Fusini l'ha utilizzato per togliersi la vita. La coppia, secondo chi la conosceva, era piu che mai affiatata. I due si erano sposati, dopo due storie fallite alle spalle, nel 2001. L'uomo era benestante e non aveva problemi economici, secondo gli investigatori ne' lui ne' i familiari vittime del gesto erano affetti gravi malattie. Il padre, vista l'eta', era assistito da una badante, e si spostava con l'aiuto di una sedia a rotelle. Proseguono le indagini affidate a Polizia e Carabinieri per appurare in profondita' il movente di un tale gesto.


