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Scuola: no a tagli, studenti Virgilio a Napolitano 'Costituzione tradita'

domenica 25 novembre 2012
Scuola: no a tagli, studenti Virgilio a Napolitano 'Costituzione tradita'

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Roma, 23 nov. (Adnkronos) - Non hanno cartelloni, non urlano slogan: la loro 'arma' e' la Costituzione e girano per le piazze della Capitale indossando una t-shirt bianca sulla quale hanno scritto con il pennarello gli articoli della Carta costituzionale 'traditi' a loro dire dai tagli alla scuola e dalle norme del ddl Aprea. Prima fra tutte quella che istituisce i Consigli dell'Autonomia, una forma subdola, sostengono, di privatizzazione della scuola pubblica. Si appellano a Giorgio Napolitano gli studenti del Liceo linguistico internazionale di Roma 'Virgilio', una quarantina, che hanno scelto l'autogestione e non l'occupazione, come invece hanno fatto altri loro compagni. Sarebbero dovuti sfilare davanti al Quirinale, dinanzi al palazzo che ospita il garante supremo della Costituzione. La richiesta alla questura, pero', non e' arrivata in tempo, e per loro, che avevano in mente un sit-in, la piazza del Colle e' diventata off limits. Cosi' hanno scelto una protesta itinerante e, armati di senso civico e megafono, hanno battuto vie e piazze del centro, tra turisti intenti a immortalare monumenti e angoli suggestivi della citta' eterna e botticelle in attesa di passeggeri. In piazza del Pantheon, sotto lo sguardo incuriosito dei centurioni che posano insieme agli stranieri in vacanza hanno sgranato il loro rosario costituzionale: l'articolo 1, il 2, il 3, il 21 sulla liberta' di espressione. Ma soprattutto gli articoli che riguardano la scuola e l'istruzione: il 33, 'La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi'; il 34, 'la scuola e' aperta a tutti'. E se tutti pagassero le tasse, ci tengono a sottolineare, le cose per la scuola pubblica andrebbero diversamente. Per questo, hanno alzato il volume del megafono nel leggere l'articolo 53 della Costituzione: 'Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita' contributiva'.