Roma, 8 ago. (Adnkronos Salute) - Spesso le persone vittime di un ictus una volta dimesse dall'ospedale devono affrontare una serie di problematiche non sempre facili da superare. Da disturbi lievi a gravi invalidità motorie con problemi nella deambulazione e in alcuni casi perdita di memoria temporanea. Danni che possono metterne a rischio il recupero post ospedaliero e anche a commettere errori nell'uso dei farmaci. Ora l'esperimento del 'coach per l'ictus' messo a punto dai ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center (Usa), che hanno pubblicato i risultati sulla rivista 'Bmc Public Health', rileva che il 93,8% dei pazienti che sono stati seguiti da una persona qualificata, il coach appunto, che può rispondere a tutte le loro esigenze con incontri o per telefono, ha dimostrato di sapere valutare e rispondere senza rischi anche a sintomi sospetti di una ricaduta. E di non sbagliare nella somministrazione dei farmaci. Lo studio ha seguito 30 pazienti colpiti da ictus che hanno avuto un cambiamento di almeno due farmaci tra il loro ricovero e la dimissione dall'ospedale. I primi 20 pazienti sono stati selezionati per avere un 'ictus coach', il restante è servito come gruppo di controllo. Dopo tre mesi, nel primo caso, il 93,8% dei pazienti ha risposto bene alle valutazioni dei ricercatori, mentre solo 77,8% di chi non aveva ricevuto l'aiuto ha risposto in maniera adeguata. L' 'allenatore' ha dato ai partecipanti una serie di informazioni, tra cui in che caso chiamare il medico, il pronto soccorso o il farmacista. Ma non solo, anche alcuni consigli sullo stile di vita da tenere per prevenire una recidiva, una lista di controllo dei fattori di rischio e un elenco dei dosaggi da non sbagliare nelle terapie farmacologiche.



