Il Pdl ha deciso di ricorrere alle primarie. Ieri a via dell’Umiltà si è riunito il tavolo delle regole, quello deputato a decidere i criteri di partecipazione e svolgimento e subito sono emersi i problemi. Primo: la data. Secondo il metodo: saranno primarie «vere» e «aperte», lo chiedono i Formattatori e lo dicono i dirigenti azzurri, ma quanto aperte? Il primo argine è sui candidati “stranieri”. Terzo: le firme. Per essere accolta, una candidatura alle primarie pidielline, deve essere corredata da un tot di sottoscrizioni. Quante? Il numero di mille, inizialmente ipotizzato, sembra un’asticella troppo bassa e alla portata di troppi aspiranti, finirebbe per essere un casino. Leggi l'articolo integrale su Libero, in edicola oggi, martedì 19 giugno, oppure acquista l'edizione digitale




