Milano, 19 giu. (Adnkronos) - Un operaio metalmeccanico di 31 anni che lavorava alla Brasilia di Retorbido, in provincia di Pavia, si e' tolto la vita domenica scorsa. Paolo Vecchia lavorava nella ditta specializzata nella produzione di macchine da caffe' da piu' di 4 anni. Da 8 mesi era in cassa integrazione come gli altri 180 dipendenti dell'azienda, ma "nonostante gli accordi e le pressioni del sindacato, la Brasilia non pagava il trattamento Inps di cassa integrazione che corrisponde all'incirca a 800 euro al mese e nemmeno i salari dei dipendenti che lavoravano a rotazione". Lo rende noto in un comunicato la Fiom-Cigl di Pavia. "Abbiamo fatto di tutto per convincere l'imprenditore a pagare - dice Renzo Scinaldi, segretario Fiom Cgil di Voghera Oltrepo' - lo abbiamo sollecitato in vari modi, con scioperi, presidi e articoli sulla stampa locale. L'abbiamo fatto chiamare dalla Prefettura e dalla Provincia. A meta' marzo abbiamo fatto un incontro durante il quale lui ha firmato una lettera in cui si impegnava a pagare gli stipendi". Ma la promessa di rispettare quanto previsto sarebbe rimasta tale. "Bisogna davvero riflettere su cio' che e' accaduto in questi mesi, durante i quali le difficolta' economiche e finanziarie dell'impresa sono state scaricate sui lavoratori senza un minimo di responsabilita' sociale che tenesse conto delle difficolta' di come si vive senza stipendio - dice Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia. E' intollerabile e assolutamente ingiustificabile che un'azienda di quelle dimensioni, sia produttive sia occupazionali, non abbia anticipato il trattamento di cassa integrazione nonostante le numerose richieste che ci sono state da parte della Fiom".




