Palermo 21 giu. - (Adnkronos) - "Ho lasciato un'azienda con un tesoretto di 96 miliardi di lire in titoli di Stato e 10 anni dopo trovo un'azienda in gestione commissariale e sull'orlo del fallimento, caso unico nel panorama delle aziende a partecipazione pubblica in Italia". Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando in apertura dell'incontro avuto oggi con i rappresentanti sindacali dell'Amia, cui non ha risparmiato forti critiche alla gestione aziendale degli ultimi 10 anni. "Abbiamo una situazione paradossale oggi - ha proseguito il sindaco - perche' il comune e' proprietario dell'azienda ma adesso non ha titolarita' sulla sua gestione, che dipende dal ministero dello Sviluppo economico e dal tribunale fallimentare; non possiamo pero' non seguire l'evolversi della situazione perche' il fallimento avrebbe conseguenze di gravita' inimmaginabile per la citta', tanto sul piano pratico che sul piano sociale. L'amministrazione ha quindi tutto l'interesse e la capacita' per interagire per scongiurare il fallimento". Orlando ha quindi ricordato di aver incontrato i commissari ed il liquidatore, "con il quale abbiamo definito la parte di nostra competenza che si riferisce alla chiusura dei debiti contratti prima della gestione commissariale". "Come amministrazione comunale abbiamo concordato con il liquidatore di inserire - afferma - in questo piano anche l'Amia Essemme, in modo da scongiurare il pericolo che si era paventato per il Tfr dei lavoratori". "Il piano da noi proposto e che e' gia' stato illustrato a grandi linee al presidente del Tribunale e al Giudice fallimentare prevede- afferma - la stipula di un concordato preventivo con i creditori, a garanzia del quale abbiamo messo il 49% dell'Amg, da capitalizzare tramite la quotazione in Borsa, ed alcuni immobili comunali".




