Palermo, 22 giu. (Adnkronos) - Un incontro tra testi avvenuto in tribunale del processo al generale Mario Mori, imputato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, finisce in aula. I protagonisti della vicenda sono Riccardo Guazzelli, figlio del maresciallo Giuliano Guazzelli ucciso da Cosa nostra nel '92 e il maresciallo dei carabinieri in pensione Giuseppe Scibilia che aveva lavorato con lo stesso Guazzelli. Un ispettore della Dia, Salvatore Bonferraro, lo scorso 18 maggio aveva assistito all'incontro tra Scibilia e Guazzelli davanti all'aula del processo Mori. "A un certo punto, prima che Guazzelli venisse ascoltato in aula -ha spiegato Bonferraro in tribunale- Scibilia ha detto a Guazzelli, con tono perentorio e autoritario: 'mi raccomando, eh!' e Guazzelli ha risposto: 'stia tranquillo'. Io ho immediatamente avvertito i pm Ingroia e Di Matteo". Da qui la decisione di sentire oggi in aula sia l'ispettore della Dia che il maresciallo Scibilia. Quest'ultimo, pero', ha spiegato ai giudici del tribunale: "ho solo voluto incoraggiare Riccardo Guazzelli, perche' temevo che dovendo parlare di fatti che risalgono a piu' di vent'anni fa potesse cadere in contraddizione. Cosi' gli ho detto 'mi raccomando' come se stesse andando a sostenere un esame. Non sapevo neanche cosa avrebbe detto in aula perche' non sapevo che quel giorno Guazzelli venisse ascoltato al processo". L'udienza e' stata quindi rinviata al 6 luglio per sentire Carlo Vizzini e Luca Rossi. Quest'ultimo avrebbe incontrato Paolo Borsellino prima che il magistrato morisse nella strage di via D'Amelio per parlargli di ipotesi investigative su una presunta connessione tra l'omicidio Lima e la strage di Capaci.




