Roma, 16 ott. (Adnkronos) - In arrivo giro di vite per chi impiega irregolari: e' terminata infatti alle 24 di ieri la procedura per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri in Italia e, d'ora in avanti, i datori di lavoro dovranno affrontare sanzioni piu' dure se impiegano immigrati privi di permesso di soggiorno. Il regime sanzionatorio e' contenuto nel decreto legislativo 109/2012, in attuazione della direttiva comunitaria 59/2009, entrato in vigore il 16 luglio: da oggi, scaduta la disposizione transitoria per l'emersione, saranno piu' severe le pene, tra cui una multa accessoria pari al costo medio del rimpatrio del lavoratore e il pagamento di almeno tre mesi di arretrati di stipendi, tasse e contributi. Il divieto di impiego di stranieri irregolari e' gia' punito dalla normativa italiana con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Con il decreto scatteranno, pero', ulteriori aggravanti nei casi in cui il divieto di impiego di irregolari, sia caratterizzato da "particolare sfruttamento", ossia siano occupati irregolarmente piu' di tre lavoratori, siano occupati minori in eta' non lavorativa, oppure ricorrano le ipotesi di sfruttamento del lavoro previste dall'articolo 603 bis del codice penale. Qualora ricorrano circostanze di "particolare sfruttamento", il nuovo provvedimento introduce una multa - da 100 a 200 quote, entro il limite di 150.000 euro - per le 'persone giuridiche' che si siano avvantaggiate ricorrendo all'impiego irregolare di cittadini stranieri. (segue)




