Prato, 17 ott. - (Adnkronos) - Dai dati pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno e' reso noto che solo circa mille clandestini nella provincia di Prato hanno presentato domanda di emersione a seguito della sanatoria che il governo ha approvato. "Sono dati assolutamente deludenti - dichiara l'assessore all'Integrazione Giorgio Silli-. Non ci aspettavamo che approfittassero della sanatoria tutti i clandestini che stimiamo sul territorio in circa 20 - 25 mila, ma almeno una parte consistente si'. Purtroppo non abbiamo ancora i dati definitivi riguardo alle cittadinanze di chi ha chiesto di emergere nella provincia di Prato, ma anche se, per assurdo, i mille fossero tutti cinesi, questo denota un fatto gravissimo". "E' la cartina di tornasole - aggiunge Silli - che all'imprenditore cinese cosi' come al suo operaio, non interessa emergere e preferisce lavorare, di fatto, in un sistema illegale. Se ancora c'e' chi crede che non esiste un distretto parallelo, dovra' ravvedersi Questa sanatoria, alla quale ci siamo opposti sin dall'inizio, dava l'opportunita' a chi ha sfruttato per anni mano d'opera clandestina di ritrovare una sorta di verginita' pagando una multa e qualche mese di contributi. Probabilmente il mettersi in regola non interessa proprio perche' in tal caso le aziende non sarebbero piu' concorrenziali. Lavoro da anni per l'integrazione e sono veramente rammaricato nel constatare che per una piccola parte di cittadini cinesi volenterosi, desiderosi di integrarsi e di collaborare con le istituzioni, ve ne e' un'altra dieci forse venti volte piu' grande alla quale non interessa denunciare i propri aguzzini o regolarizzarsi".




