(Adnkronos) - "L'associazione aveva organizzato e avviato un florido commercio di preziose opere italiane all'estero - spiega il Tenente Colonnello Raffaele Mancino, comandante del nucleo Tpc - un'attivita' che si realizzava attraverso tre modus operandi: individuazione e acquisto in Italia delle opere d'arte inedite; finanziamento delle operazioni attraverso la creazione ad hoc di societa' offshore all'estero; creazione di falsa documentazione attestante la provenienza delle opere d'arte dall'estero, per mistificarne la provenienza italiana e l'ottenimento di certificati di libera circolazione per la vendita all'estero" Per avere i documenti per l'esportazione delle opere d'arte, avevano escogitato una tecnica ben precisa: dipingevano sopra l'opera originale antica un altro soggetto, una crosta sulla quale il Mibac non avrebbe mai applicato il diritto di prelazione e quindi avrebbe autorizzato l'espatrio senza problemi. Tra le opere spiccano un dipinto del Correggio, una tempera su tavola di Giovanni da Pisa e un altro attribuito al Maestro della Cappella Bracciolini; un dipinto olio su tela attribuito all'artista Baldassarre Franceschini detto il Volterranno e un dipinto a olio su fondo oro attribuito all'artista Lorenzo Monaco.




