Peggio di Mario Monti (voto: 3) ci sono soltanto la Fiat (voto: 3) e la Lega (voto: 1). Gli italiani, no, quelli sono categoria a parte: voto 0 o voto 10. Sono le pagelle al Paese di Oliviero Toscani, il provocatorio fotografo e creativo che nella sua fotografia dei nostri tempi (Moriremo eleganti, scritto con Luca Sommi per Aliberti editore) non risparmia nessuno. Potenti di ieri e di oggi, potenti veri e presunti. "Il governo tecnico è una bugia, perché non esiste un governo tecnico - ammette Toscani a Il Fatto quotidiano -. Con la loro bocconianità hanno messo in ginocchio il mondo. Non producono nulla, ma vessano chi lavora. Odio i bocconiani e dico sempre: ‘Se uno fa una cattiva azione ha due possibilità: o due anni a San Vittore o due anni alla Bocconi'". Dall'utopia dell'Europa unita (voto: 9) all'architettura del passato (voto: 8), si arriva poi ai giornalisti: Porta a porta è "volgare", Fabio Fazio "un maggiordomo", Gad Lerner "bravo ma noioso", Michele Santoro un "gigione egocentrico, che gestisce i suoi burattini", Marco Travaglio "una zitella petulante". Mentre Roberto Saviano "dice la banale verità, ma sembra originale perché la dice in tv". Voto alla categoria: 5. In fondo alla classifica - Peggio fanno quelli del Pd: "Bersani da Presidente della Regione Emilia era deciso, moderno, risoluto. Ora è completamente rintronato. Veltroni? Voleva fare il fotografo, lo scrittore, ma non è capace di fare nulla. D'Alema? Ha sempre perso, non è mai stato eletto, mi chiedo a cosa sia servito in questi anni. Renzi? Un democristiano che odora di sacrestia". Voto: 4. Ma non si salvano nemmeno i tanto osannati social network (voto: 4), con Facebook che da diventare tutti portinaie e mezzi deficienti. Detto che il 10 lo merita solo la mamma (almeno in questo, Toscani è italiano fino in fondo), si va giù duro anche contro la Fiat di Marchionne ("Non abbiamo bisogno della Fiat, fuori dalle palle, il prima possibile" (voto: 3) e contro la Lega ("E' diarrea, una specie di purga, un movimento intestinale. Che fossero dei ladri si capiva fin dall'inizio, però ci voleva la prova della televisione perché ce ne convincessimo. Rutelli, invece, è un caso clinico, tutto quello che tocca fallisce. Non sapeva cosa faceva il suo tesoriere? Ancora peggio! E la passano liscia".




