(Adnkronos) - Il meccanismo di frode si articolava su tre fasi con tanto di accordi tra i gestori effettivi e l'amministratore "testa di legno" al quale andava il 10% sugli utili. In un primio periodo la societa' acquisiva commesse attinenti l'effettuazione di lavorazioni altamente specializzate per conto di una nota casa di produzione italiana con sede nelle Marche. In tale fase la societa' calzaturiera di Atripalda attraverso presunti bilanci fittizi mai depositati alla camera di commercio riusciva a dimostrare una consistenza ptrimoniale che unita alle commesse in essere gli facilitava l'accesso a linee di credito agevolate presso istituto bancari nonche' la possibilita' di ottenere numerosi finanziamenti. Nella seconda fase la societa' una volta consolidata la sua posizione poco alla volta iniziava a crearsi attivita' sempre piu' igenti per un ammontare complessivamente quantificato in oltre 7 mln di euro sia attraverso l'accensione di finanziamenti per l'acquisto di auto di lusso, tra le quali Ferrari, Jaguar, Minicooper, Bmw omettendo il pagamento di imposte e contributi (previdenziali e assistenziali) arrivando per questi ultimi a maturare nei confronti dell'erario un debito pari a oltre 2 mln di euro per le numerose posizioni lavorative del personale dipendente. (segue)




