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Rifiuti: Casapound, a Pian dell'Olmo proteste e blocchi a oltranza

domenica 10 giugno 2012
Rifiuti: Casapound, a Pian dell'Olmo proteste e blocchi a oltranza

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Roma, 5 giu. - (Adnkronos) - "Questa mattina abbiamo bloccato la via Tiberina e occupato la via Flaminia per oltre un'ora e cosi' avanti andremo per i prossimi giorni. Le proteste contro la discarica 'provvisoria' a Pian dell'Olmo continueranno fino a quando qualcuno non si rechera' sul posto a verificare l'inattuabilita' di una proposta del genere. Anche perche' altri siti che sono stati scartati, come Tivoli, ad esempio, accantonato perche' troppo vicino a Villa Adriana, hanno gli stessi vincoli archeologici di questo di Riano". Ad affermarlo e' il vicepresidente di CasaPound Italia e consigliere del Municipio Roma XX, Andrea Antonini, che, da questa notte, insieme a una trentina di militanti di Cpi, sta partecipando al presidio dei cittadini di Riano contro la decisione presa ieri dal commissario per l'emergenza rifiuti nel Lazio Goffredo Sottile. "Anni di inattivita', di decisioni non prese, di scaricabarile - spiega Antonini - hanno fatto si' che Roma precipitasse nell'emergenza. Da piu' di 10 anni si sa che la discarica di Malagrotta e' in via di esaurimento, eppure ma non si e' mai provveduto a sviluppare una politica dei rifiuti sensata. In altri paesi d'Europa i rifiuti sono una risorsa: le imprese li pagano a caro prezzo per trasformarli in stoffe, plastica, lana, energia. Qui invece siamo ancora relegati al ruolo di chi deve scavare le buche per sotterrarli, con la Regione Lazio che non licenzia il suo piano e l'Ama che fa assunzioni ingiustificate senza di fatto aggiungere una sola strada per la raccolta porta a porta". "Ora - aggiunge - Roma e' in emergenza e un commissario, che non risponde alla politica, non e' eletto e decide in autonomia, ha individuato una cava sulla Tiberina al confine tra il XX Municipio e Riano, Pian dell'Olmo appunto, come luogo per fare una discarica. E i cittadini insorgono, giustamente, contro una decisione che manderebbe in crisi un intero paese e il suo comprensorio, incidendo pesantemente sul mercato immobiliare e sulle attivita' economiche del territorio, dalla ristorazione all'agricoltura". (segue)