Roma, 7 giu. (Adnkronos Salute) - La legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita "non ha contenuto costituzionalmente vincolato e questa Corte ha, infatti, dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare per l'abrogazione, tra gli altri, dell'articolo 4, comma 3" della stessa normativa. Lo sottolinea la Corte costituzionale nell'ordinanza 150 del 2012, che contiene le motivazioni di quanto disposto lo scorso 22 maggio, ossia la restituzione degli atti ai tribunali ordinari che hanno sollevato la questione di legittimita' costituzionale del divieto di fecondazione eterologa. Il tutto per esaminare la questione alla luce della recente pronuncia della Corte di Strasburgo sullo stesso argomento. Per la Consulta, "l'eventuale accoglimento della proposta referendaria non era 'suscettibile di far venir meno un livello minimo di tutela costituzionalmente necessario, cosi' da sottrarsi alla possibilita' di abrogazione referendaria' (sentenza n. 49 del 2005)". I giudici costituzionali sottolineano comunque che "va anzitutto confermato che" la legge 40 "costituisce la prima legislazione organica relativa a un delicato settore che indubbiamente coinvolge una pluralita' di rilevanti interessi costituzionali (...) e deve ritenersi 'costituzionalmente necessaria' (sentenza 45 del 2005)".




