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Terremoto: Portoghesi, torri si rifanno come erano oppure meglio non ricordarle

domenica 10 giugno 2012
Terremoto: Portoghesi, torri si rifanno come erano oppure meglio non ricordarle

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Roma, 7 giu.(Adnkronos) - "Affidiamoci al restauro, che e' una forma molto moderna di cultura, piuttosto che all'invenzione gratuita. O le torri si fanno come erano, e dove erano, oppure e' meglio astenersi dal ricordarle. E poi non c'e' ragione perche' vengano distrutte. Si possono consolidare, basta pensare quello che e' stato fatto a L'Aquila. Si possono mettere in condizioni di sicurezza e poi si puo' provvedere al restauro". Cosi' l'architetto Paolo Portoghesi, parlando con l'Adnkronos, si schiera contro ogni ipotesi di ricostruzione in chiave moderna delle torri danneggiate o distrutte dal terremoto in Emilia. "L'Italia -continua Portoghesi- e' un Paese noto per il rispetto che ha per il suo patrimonio culturale. Se ci mettiamo in testa di innovare, di solito riusciamo a fare soltanto dei pasticci. Su questo, quindi, sarei molto prudente. Sono favorevole al nuovo, ma deve essere figlio del nostro tempo. Le torri, invece, sono figlie di un altro tempo. Consolidiamole e creiamo le condizioni -conclude Portoghesi- perche' non cadano al prossimo terremoto. Siamo maestri nel ricostruire perche' abbiamo il senso della materia e i restauratori italiani sono all'avanguardia. Affidiamoci quindi al restauro".