(Adnkronos) - Lo stesso Mancino, sempre durante la deposizione di febbraio al processo Mori aveva parlato dell'allarme che aveva lanciato proprio Scotti su un piano di destabilizzazione della mafia contro i politici. "Ma l'allarme era una patacca", disse Mancino. Non solo. La versione di Mancino non converge neppure con quella di Claudio Martelli. L'ex ministro della Giustizia ha raccontato ai magistrati della Dda di Palermo di un colloquio avvenuto con Mancino in cui Martelli si sarebbe lamentato per attivita' investigative dei Ros che non erano state autorizzate. In particolare il riferimento era agli incontri tra sindaco di Palermo Vito Ciancimino e l'ex capo del Ros Mario Mori. Ma Mancino non conferma e ha sempre detto di non avere mai parlato con Martelli dei colloqui investigativi tra Ros e Vito Cianicimino. A questo punto il pm Antonino Di Matteo, uscendo dall'aula, aveva parlato di "contraddizioni nelle cose dette dai diversi esponenti delle istituzioni" affermando che perentoriamente "qualcuno mente". "Ora -aveva detto Di Matteo- e' compito della Procura e del Tribunale capire come andarono le cose". E pochi giorni fa e' arrivato l'avviso di garanzia per Nicola Mancino per falsa testimonianza. Sono diversi i nomi 'eccellenti' iscritti nel registro degli indagati nell'ambito della trattativa tra lo Stato e Cosa nostra: da Calogero Mannino a Marcello Dell'Utri, dal generale Mario Mori al generale Antonio Subranni, ma anche i boss Toto' Riina, Bernando Provenzano e Antonino Cina'.




