Roma, 14 set. (Adnkronos) - Prima di arrivare ad attribuire alla mafia la paternita' delle stragi dell'estate del 1993 "non c'era una pista precisa e si navigava davvero a vista: le ipotesi spaziavano da attentati di organizzazioni terroristiche internazionali o di personaggi legati all'estrema destra, fino ad azioni di settori deviati dei servizi segreti intenzionati ad ostacolare il rinnovamento nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Insomma, c'era una grande confusione". Nicola Rao rivive con l'Adnkronos il giorno, 10 dicembre 1993, in cui realizzo' i lanci di agenzia che per la prima volta ipotizzavano un ruolo di cosa nostra dietro le stragi dell'estate precedente. "Fui il primo a scrivere che cosa nostra poteva essere responsabile delle stragi, commesse nel tentativo di non far reiterare il regime carcerario del 41 bis. Una volta usciti i lanci dell'Adnkronos -aggiunge- la sera il Tg3 realizzo' un servizio seguito da un'intervista in cui si chiedeva una valutazione sulla mia notizia a Luciano Violante, allora presidente della Commissione parlamentare antimafia". "Sono stato ascoltato dai magistrati di Palermo, che volevano capire meglio come avessi acquisito quella notizia. Tra il materiale che ho consegnato alla magistratura -rileva Rao, oggi responsabile del Tg Lazio della Rai- anche la trascrizione dell'intervista di Violante al Tg3 su questo argomento".


