(Adnkronos) - "Gli altri 'numeri' sono quelli consueti -prosegue il presidente Ucpi, Valerio Spigarelli- il carcere e' per larga parte destinato a persone straniere. Un dato che si conferma in questa struttura come in tutti i penitenziari d'Italia, il che' ci fa dire che la custodia cautelare e' anche un prodotto della marginalita' sociale e viene anche utilizzata come ammortizzatore sociale". "Tutto questo ci impone di dire -sottolinea Spigarelli- che bisogna trovare un rimedio. Verifichiamo che sono tutti d'accordo sul fatto che la situazione sia di emergenza, che ci vorrebbe meno carcere, e ci sono anche autorevoli opinioni sul punto, ma continuiamo a non vedere nulla che porti a dei cambiamenti. Noi andiamo nelle carceri italiane da ben piu' di un anno, ma da allora ad oggi, da un punto legislativo non e' cambiato nulla", constata. "Le norme che sono state licenziate, nonostante l'impatto che hanno avuto sull'ingresso degli arrestati in carcere, non hanno risolto il problema". "Questo ci impone delle soluzioni - ammonisce il presidente Ucpi- il sistema politico deve prendere in considerazione questo dato e trasformare il carcere sia nella fase delle indagini preliminari che dopo la condanna definitiva, in cio' che dovrebbe essere, ovvero una possibilita' estrema, evitando un sistema incentrato sulla pena".




