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Mafia: familiari vittime a Ingroia, ragion di Stato non puo' fermare indagini

domenica 29 luglio 2012
Mafia: familiari vittime a Ingroia, ragion di Stato non puo' fermare indagini

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Roma, 29 lug. (Adnkronos) - "Non puo' esistere nessuna valida ragion di Stato che possa fermare le indagini e i conseguenti processi per la trattativa Stato-Mafia, conseguenza chiarissima della strage del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, la cosi' detta strage del 41 bis". Cosi' Giovanna Maggiani Chelli presidente dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta le parole del procuratore di Palermo, Antonio Ingroia, intervistato oggi da 'Repubblica'. "Dietro a quale 'ragion di Stato' si potrebbero mai nascondere omicidi come quello di Caterina Nencioni , Nadia Nencioni i loro genitori e Dario Capolicchio o il massacro di 48 persone oggi invalide?", chiede ancora Maggiani Chelli in una nota. "Di cosa stiamo parlando, gentilissimo Procuratore, quale ragion di Stato? Per esempio di sporchi traffici illegali aggirando le leggi forse a livello statale? O cosa d'altro giustificherebbe una sua frenata su tutto il fronte, compresa la partenza per il Guatemala a cercare giustizia? Siamo costernati - aggiunge - davanti a magistrati che hanno gettato il sasso nello stagno e oggi lasciano titolare dai giornalisti: 'Se c'e' stata ragion di Stato torneremo indietro"' .