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Sanita': morta d'amianto per colpa del telaio, ditta condannata a risarcire

domenica 22 luglio 2012
Sanita': morta d'amianto per colpa del telaio, ditta condannata a risarcire

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Milano, 16 lug. (Adnkronos Salute) - Giuseppina tesseva. Otto ore al giorno, seduta davanti al suo telaio, nella ditta bergamasca per cui lavorava come operaia. Tesseva e non sapeva di respirare veleno per i polmoni. Nell'aria si sprigionava tantissima polvere durante la lavorazione, polvere mista a fibre d'amianto che Giuseppina e le sue colleghe hanno inalato per anni, ignare, senza alcuna protezione, neanche le mascherine. E' cosi' che la donna si e' ammalata di mesotelioma pleurico, un cancro ai polmoni molto aggressivo provocato dall'amianto, ed e' morta nel 2007. Oggi una sentenza, arrivata solo dopo la sua scomparsa, riconosce che il suo tumore e' una malattia professionale. Il tribunale di Bergamo, fa sapere la Cisl, ha riconosciuto il nesso tra il lavoro e la malattia di Erminia Abbadini, nota come Giuseppina, operaia della ditta tessile Cantoni Itc, in una causa promossa dai figli tramite l'Ufficio vertenze del sindacato e istruita e discussa dall'avvocato Pierluigi Boiocchi. Il risultato e' che il giudice ha stabilito la diretta responsabilita' aziendale nell'insorgenza della patologia e di conseguenza nel decesso della donna, rilevando che la ditta avrebbe dovuto adottare tutte le misure idonee a preservare i propri dipendenti dal pericolo di inalazione di qualsiasi polvere. I familiari hanno cosi' "ottenuto il riconoscimento dell'azienda a corrispondere somme a risarcimento del danno subito". La sentenza, osserva il sindacato, apre di fatto un nuovo fronte - quello della fabbrica tessile - fino ad oggi ritenuto immune al dramma delle morti scatenate dall'amianto. Giuseppina ha lavorato alla Cantoni dal 1941 al 1979. La polvere sprigionata dai telai veniva rimossa con pistole ad aria compressa, le dipendenti la respiravano senza protezioni. (segue)