Roma, 17 lug. - (Adnkronos) - Si facevano pagare dai 1.500 ai 4mila euro, sottoponendo i candidati a ben cinque prove e promettendogli un posto in Bnl. Il lavoro in banca pero' non arrivava mai. Cosi' quando i giovani truffati telefonavano per avere notizie sulla loro assunzione veniva loro risposto: "C'e' crisi, e' colpa di Monti". E' una truffa milionaria, messa a segno all'insaputa della banca, quella di cui sono state vittime circa mille giovani in cerca di lavoro. L'organizzazione era composta da tre donne: una dipendente della Bnl, P. S., 41 anni, una dipendente in pensione, S. C. 60 anni e la titolare di due famosi atelier di moda in via Ludovisi e in via della Vite, L. D. V., 60 anni. Tutte e tre sono state arrestate dagli agenti del commissariato Trevi in esecuzioni di tre ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e due ai domiciliari. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata a commettere truffe, ricettazione e falso. Nel corso dell'operazione sono state denunciate altre tre persone e sono stati sequestrati documenti, tra cui elenchi di nominativi con le corrispondenti cifre versate, centinaia di fascicoli personali contenenti curriculum e documentazione individuale per l'assunzione nell'istituto di credito, nonche' vari atti con logo contraffatto. (segue)




