Milano, 10 dic. - (Adnkronos Salute) - Proseguono a ritmo serrato gli incontri tra vertici dell'ospedale San Raffaele di Milano e sindacati, nel tentativo di arrivare a un accordo che possa evitare i 244 licenziamenti annunciati tra il personale del comparto. Dopo i confronti del 5, 6 e 7 dicembre, il tavolo tecnico si e' riunito anche nella giornata festiva dell'8 dicembre e il prossimo incontro e' gia' fissato in calendario per domani. Un vero e proprio rush finale alla luce dell'imminente scadenza di sabato 15 dicembre, data in cui si concludera' la fase sindacale di 45 giorni della procedura di licenziamento collettivo avviata dall'amministrazione il 31 ottobre scorso. L'obiettivo, quindi, e' arrivare a un'intesa prima che scatti la fase sindacale di altri 30 giorni. "Stiamo cercando in tutti i modi di tenere aperta la discussione e di essere ragionevoli", afferma all'Adnkronos Salute Margherita Napoletano, rappresentante del sindacato Usb nella Rsu di via Olgettina, che auspica "ragionevolezza anche da parte dell'azienda". "Nell'ultimo incontro - spiega - ci sono stati forniti alcuni dati economici in piu', anche se non ancora esaustivi rispetto alle nostre richieste. Inoltre, come ulteriore informativa abbiamo chiesto all'amministrazione di aggiornare il dato delle dimissioni volontarie tra il personale del comparto. Ci continuano infatti ad arrivare inviti a feste d'addio di colleghi che decidono di andarsene spontaneamente, quindi vogliamo capire quanti sono quelli che hanno lasciato anche dopo il 31 ottobre". Se il dato si confermasse consistente, secondo i sindacati non potrebbe non essere tenuto in considerazione dall'azienda nell'ambito della trattativa. La discussione del tavolo tecnico si sta concentrando, fra l'altro, sull'entita' dei sacrifici economici proposti dall'amministratore delegato Nicola Bedin, come parte del piano salva-impieghi. Altri punti oggetto del confronto sono gli straordinari e le ferie da smaltire, e l'ipotesi di un nuovo modello organizzativo dei blocchi operatori. Quanto al passaggio dal contratto della sanita' pubblica a quello della sanita' privata, i sindacati ribadiscono il loro fermo no a "un modello di cui non capiamo dove sta il risparmio". (segue)



